L’edizione italiana di “I’m going to tell you a secret” è uno dei lavori a cui sono più legata…

…è uguale a quello dai
(The End, dall’album Abbey Road, Beatles, 1969)

Questa frase è spesso attribuita ad Eleanor Roosevelt, ma l’autore potrebbe anche essere l’ammiraglio statunitense Hyman G. Rickover

Jules Cavelier (1814-1894)
Cornelia, madre dei Gracchi 1861
MarmoAltezza cm 171; Larghezza cm 121; Profondità cm 127
Parigi, museo d’Orsay
© photo RMN, Jean Schormans

Grazie a tutti i miei amici “Bankei”…
Riconoscere in ognuno di voi “la voce della felicità” mi ha aiutato molto
in un momento così ‘difficile’…

Daiju fece visita al maestro Baso in Cina.
Baso domandò: “Che cosa cerchi?”.
“L’illuminazione” rispose Daiju.
“Tu hai la tua stanza del tesoro. Perchè vai in giro a cercare?” domandò Baso.
Daiju domandò: “Dov’è la mia stanza del tesoro?”.
Baso rispose: “Quello che stai domandando è la tua stanza del tesoro”.
Daiju fu illuminato! Da quel momento, esortava sempre i suoi amici: “Aprite la vostra stanza del tesoro e usate quei tesori”.
(da 101 Storie Zen a cura di Nyogen Senzaki e Paul Reps, edizione Adelphi)

Nel mio post del 31 dicembre 2007 vi parlavo dell’importanza per me di non fare del male consapevolmente
Se proprio non riusciamo a fare del bene a tutti quanti indistintamente, imponiamoci almeno di non fare del
male.
Settimana scorsa ho comprato in libreria un libro scritto da Bob Sutton e finalmente mi sento meno sola
Come mai? Perchè quando cerchi di fare del bene c’è sempre qualcuno che ti schernisce e ti dice che nella vita
sono solo i furbi che vanno avanti e se non sei un prevaricatore sei un perdente…
Beh, io non ci credo, non credo che la cattiveria porti molto lontano, anzi
E sono contenta di aver trovato nelle parole di questo libro tante altre persone che la pensano come me
Sono contenta che tanta gente sia consapevole del fatto che il bene vince sempre
Una parola gentile, un incoraggiamento, un giudizio meno affrettato possono fare molto per creare un ambiente
di lavoro o familiare più sereno
Leggendo il libro ho scoperto con piacere che il produttore esecutivo J.J. Lyons ha dichiarato ad una rivista economica:
“Sia all’interno che all’esterno vogliamo circondarci di brave persone e abbiamo una regola interna, una specie di motto:
si chiama metodo antistronzi. Sei un regista o un produttore stronzo, con te non lavoriamo. Il motivo? La vita è breve.”

Oskar Schindler (Svitavy, 28 aprile 1908 – Hildesheim, 9 ottobre 1974) è stato un imprenditore tedesco, famoso per aver salvato, durante la Seconda Guerra mondiale, circa 1.100 ebrei dalla Shoah, con il pretesto di impiegarli come personale necessario allo sforzo bellico presso la sua Fabbrica di oggetti smaltati, la D.E.F. (Deutsche Emaillewaren-Fabrik), sita in via Lipowa n. 4 nel villaggio industriale di Zablocie.
Questa storia è pervenuta a noi grazie a un evento casuale: Thomas Keneally entrò per la prima volta nel negozio di Leopold Pfefferberg (Poldek). Quest’ultimo, grande amico di Oskar, raccontò la sua storia a Keneally il quale ne fu colpito e, stabiliti contatti con gli altri Schindlerjuden (gli ebrei di Schindler), scrisse il romanzo “La lista di Schindler” da cui, successivamente, è stato tratto il film Schindler’s List (1993), diretto da Steven Spielberg.
(da Wikipedia, l’enciclopedia libera)

“Quello che mi ha affascinato nella storia – tutta vera – dell’Hotel Meina, raccontata nel libro di Nozza, è il modo imprevedibile con il quale il Male e il Bene in questa particolare occasione sono entrati in conflitto. E, prima ancora, si sono presentati in scena, hanno preso forma. In questo albergo che si affaccia sul Lago Maggiore, in una cornice paesaggistica idillica, si trovano a convivere per alcuni giorni, nel Settembre 1943, un gruppo di ebrei benestanti, una formazione di SS, e alcuni villeggianti italiani e tedeschi ignari della tempesta che anche là, in quel luogo tanto lontano dai fronti di guerra, sta per scatenarsi.” (Carlo Lizzani)
Andate a vederlo, esce il 25 gennaio nelle sale cinematografiche
Aiutiamoci tra di noi, non giriamo la testa dall’altra parte …
Cerchiamo di fare consapevolmente una buona azione nella nostra vita di tutti i giorni e quando ci troviamo davanti a delle scelte fermiamoci a pensare… e scegliamo sempre di non fare del male…
Che sia un 2008 “buono” e sorridente. BUON ANNO!!!

L’assemblea generale delle Nazioni Unite approvò e proclamò la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo
Per la prima volta nella storia dell’umanità, era stato prodotto un documento che riguardava tutte le persone del mondo, senza distinzioni. Per la prima volta veniva scritto che esistono diritti di cui ogni essere umano deve poter godere per la sola ragione di essere al mondo.
Articolo 1
Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti.
Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito
di fratellanza.
…Pat & Stan in questo filmato cantano “Wimowhe - The lion sleeps tonight”, una canzone scritta sulla base di una melodia africana, Wimoweh degli Zulu, portata al successo negli anni ‘40 da Solomon Linda. Nel 1952 Pete Seeger incide la sua versione intitolata “Wimoweh” e spiega che la canzone “si riferisce ad una vecchia leggenda degli Zulu, che parla del loro ultimo re, Chaka il leone. La leggenda dice che Chaka non è morto quando gli Europei hanno assunto la direzione del paese; è andato semplicemente dormire e si sveglierà un certo giorno.„
Negli anni ‘60 viene registrata la versione di Hank Medress e del suo gruppo The Tokens.
Su “YouTube” ho visto una serie di filmati sui Diritti Umani e ne sono rimasta veramente colpita
Ho scelto questo per voi, ma se volete saperne di più potete andare sul sito
www.youthforhumanrights.org

E’ sempre un piacere per me parlare di donne “speciali” (”non nel senso di ritardate”)
Veramente un film pensato e scritto bene! Brava Julie! E soprattutto onesta!
Bella l’edizione italiana che lascia integra l’anima del film.
Andate a vederlo, da venerdì 28 settembre, al cinema.

« Quello che io cercavo di mostrare era un mondo dove mi sarei sentito bene, dove le persone sarebbero state gentili, dove avrei trovato la tenerezza che speravo di ricevere. Le mie foto erano come una prova che questo mondo può esistere. »
(Robert Doisneau)

“Love means never having to say you’re sorry” (Love Story)
Solo dopo molti anni sono riuscita veramente a capire il significato di questa frase apparentemente banale.
E solo dopo aver trovato l’amore nel mio cuore ho iniziato a metterla in pratica.

dipinto di Raimundo de Madrazo y Garreta
Ho visto solo te,
ho ammirato solo te,
desidero solo te.
Napoleone Bonaparte a madame Marie Walewska, 1 gennaio 1807

“C’è sempre stata merda nella carne, e probabilmente tu la mangi da una vita…”
Esce venerdì 20 luglio nelle sale cinematografiche e ne firmo i dialoghi italiani e la direzione di doppiaggio.
Non perdetelo…

“I pirati dei Caraibi III”
“Guarda che il punto non è vivere per sempre Jackie…il difficile è convivere con se stessi per sempre.”
“E’ il giorno della morte che da alla vita il suo valore.”

“Siamo solo sassolini buttati nel mare che fanno increspare l’acqua.”
Girovagando nel web… ho trovato questo spot… e me ne sono subito innamorata





Lascia un commento »