Ho letto questo post scritto da Beppe Grillo e ho pensato a tutte le volte che in metropolitana, davanti ad un bambino che mi chiede l’elemosina, provo un senso di vuoto e di abbandono. Ho paura di non dare il mio euro perché mi metto nei panni di questo bambino e lo vedo tornare a casa senza aver raccolto niente. Sento le urla e le botte perché non ha fatto pietà abbastanza. Poi vedo la stessa scena ma con il bambino che torna a casa con il suo malloppo e i suoi aguzzini felici che decidono di far “lavorare” qualche altro bambino visto che la gente si impietosisce.
Poi vedo solo me e lui, gli occhi suoi privi dei giochi, dello stupore, dell’incanto e dell’amore che hanno i miei figli; e provo un grande dolore, vorrei abbracciarli e dir loro che questa non è la vita che un bambino si merita.
“Ma nulla paga il pianto di un bambino a cui sfugge il pallone tra le case.”
Qua sotto il post di Beppe Grillo. Grazie.

Nelle città, intorno a noi, esiste un mondo separato. Un mondo di orchi, di ciechi, di vittime. Gli orchi sono squallidi delinquenti che sfruttano i bambini. I ciechi siamo noi. Noi quando ci voltiamo dall’altra parte. Le vittime sono bambini di cinque/otto/dieci anni che chiedono l’elemosina ai semafori. O nelle metropolitane suonando un violino e vergognandosi di chiedere la carità abbassando gli occhi. Bambini picchiati se non raccolgono qualche centinaio di euro al giorno. Bambini costretti al furto. Importati in Italia per prostituirsi pubblicamente in strada.
Una volta, alla vista di un bambino solo, in difficoltà, lo si prendeva per mano. Gli si chiedeva il nome. Lo si accompagnava dai vigili, alla polizia, in chiesa. Gli si offriva una caramella, un gelato, una carezza.
Tra i ciechi e i delinquenti c’è una differenza sottile, sempre più sottile. Impalpabile.
A Milano, davanti a un cimitero, quello di Musocco, i bambini dell’Est sono merce a buon mercato. Dai 20 ai 100 euro per prestazione. E’ certo merito della globalizzazione. Una volta costavano di più e si correvano maggiori rischi. Adesso è tutto più facile, più comodo. Non c’è bisogno di andare all’estero per godere dei piaceri della carne. Tra qualche anno li ordineremo da casa.
Oggi voglio fare pubblicità a un numero: il 114, per l’emergenza infanzia. Se siete testimoni di un abuso su un bambino, non voltatevi più da un’altra parte, ma telefonate al 114. Fatelo per voi, oltre che per i bambini. Vi sentirete meglio, dopo.



