Mi torna in mente una finestra. Era il 2006. Avevo 43 anni. E tre figli. Guardavo i traslocatori portare via la mia vita, scatolone dopo scatolone. Ricordo di aver sentito tutto il dolore del distacco. Lasciavo Milano per trasferirmi a Roma. Per inseguire una possibilità. Un sogno.
Non una certezza. Solo una possibilità. Solo un sogno.
Ripensandoci oggi, credo che la parte più difficile non sia stata cambiare città e regione, ma accettare il prezzo di quella scelta. Lasciare tutti i miei punti di riferimento.
Ricominciare da capo. E scoprire che non tutti comprendono.
A volte chi resta vive come un abbandono ciò che per noi rappresenta una necessità. E così si finisce per essere giudicati proprio quando avremmo bisogno di essere compresi.
Con gli anni ho capito che i sogni hanno un costo che va pagato in anticipo.
Forse è solo un’illusione pensare che esistano scelte giuste o sbagliate. Esistono solo scelte. E ogni scelta ha il suo prezzo da pagare. Ed è per questo che ogni tanto risuona dentro di me quella domanda.
Ne è valsa la pena? La verità è che non lo so.
E forse nessuno può saperlo perché nessuno potrà mai vivere la vita che non ha scelto.

