Non provo mai rancore per nessuno… solo, ad alcune persone auguro un’improvvisa, immediata e totale amnesia del mio passaggio nella loro vita. Non mi interessa che abbiano rimorsi, rimpianti o pentimenti.
È solo che alcune persone non dovrebbero avere il diritto di conservarmi nei loro ricordi.
“Finestra su Roma” è il mio podcast. Intervisto professionisti dello spettacolo e della comunicazione per condividere il loro percorso, le loro scelte e ciò che hanno imparato lungo la strada.
In questa puntata incontro il mio amico, attore brillante e conduttore radiofonico e televisivo. Una conversazione che racconta quanto sia importante sorridere, nel lavoro come nella vita.
L’episodio è disponibile su tutte le principali piattaforme di ascolto.
Le donne vittime di violenza hanno diritto al patrocinio a spese dello Stato, nei casi previsti dalla legge, per permettere loro di essere assistite legalmente senza dover anticipare i costi.
Bisogna rivolgersi a un professionista che conosca la normativa in materia di violenza di genere.
“Finestra su Roma” è il mio podcast. Intervisto professionisti dello spettacolo e della comunicazione per condividere il loro percorso, le loro scelte e ciò che hanno imparato lungo la strada.
In questa puntata incontro il mio amico regista per parlare di empatia, intuizione, rischio e ascolto. Una conversazione che racconta quanto siano importanti le persone, le relazioni e il coraggio di seguire la propria visione, nel lavoro come nella vita.
L’episodio è disponibile su tutte le principali piattaforme di ascolto.
Mi torna in mente una finestra. Era il 2006. Avevo 43 anni. E tre figli. Guardavo i traslocatori portare via la mia vita, scatolone dopo scatolone. Ricordo di aver sentito tutto il dolore del distacco. Lasciavo Milano per trasferirmi a Roma. Per inseguire una possibilità. Un sogno. Non una certezza. Solo una possibilità. Solo un sogno.
Ripensandoci oggi, credo che la parte più difficile non sia stata cambiare città e regione, ma accettare il prezzo di quella scelta. Lasciare tutti i miei punti di riferimento. Ricominciare da capo. E scoprire che non tutti comprendono. A volte chi resta vive come un abbandono ciò che per noi rappresenta una necessità. E così si finisce per essere giudicati proprio quando avremmo bisogno di essere compresi.
Con gli anni ho capito che i sogni hanno un costo che va pagato in anticipo. Forse è solo un’illusione pensare che esistano scelte giuste o sbagliate. Esistono solo scelte. E ogni scelta ha il suo prezzo da pagare. Ed è per questo che ogni tanto risuona dentro di me quella domanda.
Ne è valsa la pena? La verità è che non lo so.
E forse nessuno può saperlo perché nessuno potrà mai vivere la vita che non ha scelto.
Confesso che quasi nulla è andato come immaginavo 20 anni fa.
Le strade che ho giurato di non percorrere mai, sono esattamente quelle che ho percorso.
Le scale che avevo promesso di non salire mai, le ho affrontate il doppio.
Amici che erano per me inseparabili, oggi non sono altro che ricordi lontani, mentre persone meravigliose incrociavano la mia strada e, ironicamente, nemmeno un caffè avrei condiviso con loro anni fa.
Ho lottato fino all’esaurimento per motivi ai quali ora non dedicherei nemmeno un minuto del mio tempo, e ho trovato il vero senso della vita in piccoli momenti che, in passato, sarebbero passati inosservati.
La morte di nostri fratelli e sorelle a causa della povertà è evitabile. Non è ineluttabile questa ingiusta distribuzione di una ricchezza a cui, d’altra parte, tutti contribuiamo.
Lavorare su questo film è stata una grande gioia. Dal 10 aprile lo trovate al cinema. Tratto da “Senza Sangue” di Alessandro Baricco e diretto da Angelina Jolie è un film importante e sono grata a chi mi ha scelto per fare il doppiaggio della versione italiana.
Con Salma Hayek Pinault, Demián Bichir, Juan Minujín.
Quando alla professionalità uniremo la responsabilità forse vivremo in un posto migliore. Prima di perseguire l’interesse personale bisogna essere consapevoli delle conseguenze che si ripercuotono non solo sulle persone coinvolte ma sull’intero sistema sociale.
Pensavo ieri a quel padre che ha assunto un sicario per spezzare le dita al figlio. Penso a quel professionista che avrà il coraggio di difenderlo. E penso al sicario che ha deciso di rinunciare al suo “sporco lavoro”.
Penso a quelle donne che denunciano violenza. Penso a quei professionisti che hanno il coraggio di difendere quei violenti che a volte finiscono per ammazzarle. E penso ai loro figli. Abbandonati.
Ecco ci sarebbe da fare un convegno su tutto il marcio che c’è in questa società.
Perché quello che penso io è che un padre o un marito così è un pericolo per tutti noi.
Le singole azioni buone o cattive non possono essere limitate alle persone coinvolte. Secondo il mio parere è necessaria una presa di coscienza collettiva dei fatti. E più di ogni altra cosa il sistema giudiziario e legale deve assumersi la responsabilità di agire per il bene comune.
Invece vedo sempre più spesso e più diffusamente “avvocati del diavolo”.
Quando si è sole a reggere tutto, quando ci sono figli da proteggere, una casa da tenere in piedi, ferite da guarire… spesso l’unica cosa possibile è resistere, non fermarsi, andare avanti. Anche se fa male. Anche se si sente che è tutto ingiusto.
Ma poi arriverà il tempo. Per raccontare. E mettere ordine.
Anche quest’anno darò il mio contributo in qualità di giurata a Mediastars – Il Premio Tecnico della Pubblicità italiana giunto alla 29^ edizione. E sono molto felice perché è un premio indipendente, senza legami con riviste di settore che si propone di mettere in luce il valore della professionalità di chi tecnicamente contribuisce con il proprio apporto alla riuscita di una comunicazione pubblicitaria.
Conosco Giulio Rodolfo da ormai tanti anni e ne posso solo parlare bene. Un premio vero e senza contaminazioni di sorta.
In bocca al lupo a tutti i partecipanti di questa edizione. Vi voterò con onestà e dedizione. Che vinca il migliore, sempre. 🏆
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